Il Giorno del Timone - 2009

Arrivo

Il popolo della gioia

di Vincenzo Sansonetti

23 maggio 2009: quarta edizione de " Giorno del Timone.
Incontri e riflessioni per una vita cristiana più autentica.
E per festeggiare i dieci anni della rivista. L'omelia del cardinale Saraiva Martins e le testimonianze delle suore Misericordine di Lecco e di padre Thomas.
Paolo Brosio e Massimo Introvigne: la Fede non è morta

C'è una sola tristezza, quella di non essere santi», affermava lo scrittore francese Leon Bloy.
Sarà anche per questo che la quarta edizione di quella festa assolutamente unica nel suo genere che è il Giorno del Timone, caratterizzata quest'anno da un'ampia e stimolante riflessione sulla santità (ne ha parlato diffusamente nella sua omelia il cardinale José Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi), ha prodotto tanti frutti di gioia.

Una festa con millecinquecento persone
Per l'intera giornata di sabato 23 maggio, negli spazi accoglienti della Cascina La Lodovica (a Oreno di Vimercate), era palpabile la gioia dei millecinquecento partecipanti, che si sono sentiti a casa, la «loro» casa, la gioia dei bambini che giocavano sui prati, la gioia di chi ha allestito gli stand (case editrici cattoliche, varie realtà ecclesiali), la gioia degli ospiti che hanno portato la loro testimonianza, la gioia di tutti per i dieci anni della rivista, il cui primo numero veniva pubblicato nel maggio 1999. E non hanno fatto velo a questa gioia, anzi l'hanno confermata, le lacrime del noto giornalista televisivo Paolo Brosio, che con molta sincerità ha raccontato la sua edificante storia di conversione («il male esiste e ha una sua fisionomia concreta, precisa, che ti colpisce nei punti più deboli»), o la commozione delle Suore Misericordine di Lecco, che una volta di più hanno insegnato che la carità più grande è l'amore alla vita, o il drammatico racconto di padre Thomas Chellanthara sulla persecuzione dei cristiani in India. E lo studioso Massimo Introvigne, con passione e competenza, ha dimostrato che la completa scristianizzazione della società non è avvenuta, anzi si notano confortanti segni di risveglio della fede.

La pienezza dell'umanità
«Mi è sempre piaciuta l'attenzione del Timone ai santi, ai loro esempi e ai loro insegnamenti», ha esordito Sua Eminenza Saraiva Martins, dopo aver avuto parole di stima per il nostro mensile, definito «un canto alla Divina Provvidenza, che promuove la bellezza e la ragionevolezza della fede cattolica, e la difende», meritandosi per questo la «riconoscenza tutta la Chiesa». Proseguendo la sua riflessione, ha detto che «i santi sono i più credibili apologeti della Chiesa» Il porporato ha poi citato il quinto capitolo della costituzione dogmatica Lumen Gentium, dove si parla della «vocazione universale alla santità», e una lettera di San Francesco di Sales, in cui si legge che «fra il Vangelo e le vite dei santi non passa maggiore differenza di quella che scorre fra una musica scritta e una musica cantata». Ma ha anche ricordato un aneddoto della vita di Madre Teresa. Un giorno, a un giornalista che le chiedeva cosa fosse mai la santità, la suorina di Calcutta rispose: «La santità non si identifica con fenomeni straordinari, o con atti di eroismo, e non è nemmeno un lusso. La santità è una necessità, anzi un dovere. Per me come per te, caro giovanotto». Saraiva Martins ha aggiunto che «la santità è la pienezza dell'umanità» e che il contrario dell'essere santi non è essere peccatori, ma falliti. «Nella vita o si è santi, o si è dei falliti». Dopo aver sottolineato che nella vita della Chiesa si dovrebbe passare «dalla centralità dei piani pastorali alla centralità della testimonianza», il cardinale ha invitato i presenti a «vivere la gioia», perché «il pessimismo non è mai cristiano».

Un amore concreto
«Sono stata vicina ad Eluana Englaro per quindici anni. Era una persona normale. Aveva solo bisogno di assistenza, accoglienza, attenzione, amore». La voce di suor Rosangela è un po' incrinata quando parla. Riceve, con altre due consorelle, un riconoscimento speciale, che /I Timone ha destinato alle Suore Misericordine per la eccezionale testimonianza di carità che hanno offerto al mondo. Per la prima volta, dopo la tragica fine di Eluana, compaiono in pubblico per raccontare la loro esperienza. Se nei tragici giorni in cui si decideva la sorte della povera ragazza, si fosse dato più ascolto alle parole di queste umili suore, forse le cose sarebbero andate diversamente. «Ci interessava la persona di Eluana, le volevamo bene. Le sue giornate erano le nostre giornate», ha proseguito suor Rosangela.
«Quando incontriamo qualcuno che ha bisogno, lo mettiamo al centro della nostra vita. L'abbiamo fatto per lei, lo facciamo anche per altri, per tutti: attraverso di noi si manifesta l'amore di Dio. La sofferenza va accolta, senza subirla. Se si accetta il dolore, si cresce, si matura».
Poi un appello, quasi un grido sommesso: «In una società che non ama la vita, vogliamo invece proclamare che la vita è così grande che non possiamo toglierla».
Infine uno sguardo al futuro, pensando ai giovani: «Non possiamo guardare solo a noi stessi. Ma aprire strade nuove, nella speranza». La conclusione: «Eluana era una creatura di Dio, e Dio l'ha accolta con sé».

Cristiani da imitare nella fede
Il Defensor Fidei, il prestigioso premio che ogni anno è assegnato dal Timone e dalla Fondazione Fides et Ratio a chi ha saputo distinguersi per gesti di autentica promozione della fede, dopo l'arcivescovo emerito di Hong Kong, Zen Ze-Kiun, il fondatore di Solidarnosc ed ex presidente polacco Lech Walesa e il vescovo iracheno Louis Sako, quest'anno è stato assegnato al sacerdote indiano padre Thomas Chellan, per la testimonianza di fede da lui offerta. 1125 agosto 2008, all'inizio del pogrom anticristiano nello Stato dell'Orissa, un gruppo di circa 50 estremisti indù lo ha picchiato, malmenato, ferito, denudato, usando bastoni, piedi di porco, asce, lance. Con lui, una suora ha subito le stesse violenze. Padre Thomas, ricevendo il premio, dopo aver ricordato con gratitudine il lavoro in India dei missionari che lo hanno preceduto, spargendo «il seme della Chiesa universale», ha ringraziato «per la solidarietà espressa ai perseguitati dell'Orissa». Riaffermando che «la fede cristiana è la strada attraverso cui l'India si può sviluppare», e dedicando il premio «a tutti i cristiani perseguitati, specie quelli che hanno perso la loro vita e hanno mantenuto salda la loro fede». Cristiani da non guardare con «pietà», ma da «imitare nella loro fede». Il sacerdote indiano ha ammesso: «Quando ho ricevuto la notizia del premio - da qualcuno che io non avevo mai visto né sentito prima - sono stato benevolmente impressionato per la solidarietà nella fede; la nostra fede fa di noi un'unica famiglia, unisce e lega i cristiani oltre i confini geografici, le barriere etniche, di nazionalità o lingua: non vi sono limiti di confini territoriali. La fede ci rende un'unica famiglia». Padre Chellan ha aggiunto: «Ho sofferto la persecuzione ma ora, grazie alla mia fede, vengo abbracciato dalla solidarietà universale. La fede unisce, la fede crea legami, la fede guarisce le ferite, la fede perdona... tutto questo è fonte di enorme gioia».

Nel dolore, fiorisce la vita in Cristo
«In tutta la storia, la fede è messa alla prova nel suo cammino, e questa è la storia della Chiesa universale, non solo deIl'Orissa», ha precisato padre Thomas.
«Se ripercorriamo la storia dei cristiani, vediamo come essi siano passati attraverso lotte e persecuzioni, sofferenze da cui non potrà che fiorire la nuova vita del Cristo risorto. Questo è l'atteggiamento della Chiesa in India: noi continuiamo a servire gli oppressi, gli emarginati, quanti sono rifiutati dalla società, senza distinzioni di casta o di credo religioso; noi non siamo degli agitati; noi vogliamo perdonare e continuare a servire anche quanti ci hanno procurato ferite indicibili».
In India, la Chiesa è al servizio di tutto il popolo, nel campo dell'educazione, della sanità, nei servizi sociali, nel miglioramento della vita della gente attraverso la nostra missione e il nostro servizio. La Chiesa universale deve guardare all'Orissa con ammirazione, con stupore per la fede dei cristiani: come Cristo, anch'essi sono stati tentati ma hanno resistito; fortificati nella fede sono passati attraverso le persecuzioni, ma hanno scelto il cristianesimo, hanno professato la loro fede in Cristo e molti sono stati uccisi.

C'erano anche loro

Tra i venti stand presenti quest'anno, alcune new entry, come gli amici di Vitorchiano e il monastero di Val Serena, con i loro prodotti, le Edizioni Rinnovamento nello Spirito, l'Associazione Amici del Presepe e le tre realtà collegate Lot, Agapo (Associazione genitori e amici di persone omosessuali) e Obiettivo Chaire, per la formazione e l'aiuto per le ferite dell'identità di genere. Nello stand del Timone, sono stati rinnovati varie decine di abbonamenti alla rivista e posti in vendita i Quaderni, comprese le sei novità dedicate a l'Inquisizione, la Medaglia miracolosa, Agostino e Tommaso, la credibilità storica dei Vangeli, Vangelo e sviluppo dei popoli e Uomini alla ricerca di Dio, sul monachesimo medievale.

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