Il Giorno del Timone - 2008

Striscione

Raccogliamo l'appello lasciato dal monsignor Louis Sako in occasione del "Giorno del Timone"
 

Non lasciamo soli i soldati iracheni

 

di Vincenzo Sansonetti

L'arcivescovo caldeo di Kirkuk ha ricevuto il Premio "Defensor Fidei". E ha invitato alla solidarietà con i cristiani dell'Iraq. In un giorno di festa per la nostra rivista e per i nostri lettori, in cui ha ricevuto un riconoscimento speciale anche lo scrittore Eugenio Corti.

«Non lasciateci soli. Non lasciateci isolati e abbandonati». Nel consueto, splendido scenario della cascina La Lodovica, a Oreno di Vimercate, immersa nel verde a un pugno di chilometri da Milano, l'appello di monsignor Louis Sako è suonato forte e chiaro. "Chiedo alle Chiese di Occidente che ci aiutino, non solo a parole, ma concretamente». Monsignor Sako. 59 anni, arcivescovo caldeo di Kirkuk, in Iraq, ha raccontato con passione la drammatica situazione dei cristiani iracheni, perseguitati e costretti a fuggire dalla loro terra. Lo ha fatto prima di ricevere il Premio Defensor Fidei, a lui assegnato quest'anno dalla Fondazione Fides et Ratio.

Dopo il cardinale Zen e Lech Walesa
Il Premio, istituito nel 2006, viene assegnato a personalità internazionali che si sono particolarmente distinte nella difesa e promozione del patrimonio di fede della Chiesa. Nelle precedenti edizioni il Premio, che sta acquistando prestigio e notorietà ogni anno che passa, era stato assegnato al Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, arcivescovo di Hong Kong (2006), e a Lech Walesa (2007), ex leader di Solidarnosc, presidente della Polonia e premio Nobel per la Pace nel 1983. Con l'attribuzione quest'anno a monsignor Sako, il Premio (che consiste in un assegno da 10mila euro e una pregevole scultura realizzata dall'artista Marco Intra Sidola), intende accendere i riflettori sulla difficile situazione dell'Iraq, e in particolare della comunità cristiana esposta a vessazioni di ogni genere.

Una Chiesa fondata da San Tommaso
Arcivescovo di Kirkuk dal novembre 2003, il presule, figura di spicco della Chiesa caldea, è originario di Mosul, l'antica Ninive, dov'è stato parroco fino alla nomina episcopale. Sako conosce dodici lingue e ha ottenuto due dottorati, a Roma e a Parigi, acquisendo una profonda esperienza nella letteratura cristiana antica e in storia islamica. Sostenitore fin dall'inizio del processo di democratizzazione in Iraq, negli ultimi anni si è fatto interprete delle difficoltà dei cristiani iracheni, sia di coloro che decidono di lasciare il Paese che di coloro che vogliono restare. La comunità caldea conta un milione e mezzo di fedeli in tutto il mondo. La maggior parte, mezzo milione, risiede in Iraq, dove si trova il Patriarcato.
Di origini apostoliche (le sue origini si fanno risalire alla predicazione di san Tommaso), la Chiesa caldea si è estesa in tutto il Medio Oriente.
Oggi ci sono eparchie (diocesi) in Egitto, Siria, Iran, Libano, Turchia. Cui si aggiunge la Chiesa caldea della diaspora, nata in seguito all'emigrazione: 200mila fedeli in Nord America, 60mila in Europa e 15mila in Australia.

Occorrono scuole e progetti agricoli
«Trent'anni fa eravamo più del 5 per cento della popolazione, oggi siamo meno del 3 per cento, in un Paese ormai diventato terreno d'azione dei terroristi, che hanno l'obiettivo finale di creare uno Stato islamico», ha spiegato il vescovo. Che cosa fare?
"La priorità va data», ha precisato monsignor Sako, «all'apertura di scuole e istituti professionali, soprattutto di infermieri; alla messa in opera di piccoli progetti agricoli e di organizzazioni economiche e sanitarie.
Ciò produrrà sicuramente lavoro e aiuterà a restare chi invece vuole andarsene». E ha concluso: «Che il Signore ci aiuti ad essere autentici costruttori di pace e a non perdere mai la speranza. Se la nostra Chiesa caldea sparisse, sarebbe una grave perdita per tutti, anche per i musulmani».

La gioia è il frutto di una vita cristiana autentica
Ma se essere testimoni coerenti e impavidi del Vangelo è causa di sofferenze e persecuzioni da parte dei nemici di Cristo, è anche vero che «la gioia è l'esito visibile e fecondo per l'apostolato di una vita cristiana vissuta», ha affermato nella sua omelia monsignor Giovanni D'Ercole, della Sezione Affari generali della Segreteria di Stato vaticana, volto noto al pubblico televisivo. Dopo aver ringraziato il Timone per la preghiera per il Papa recitata al termine della celebrazione da tutti (vedi il testo nel box), monsignor D'Ercole ha sottolineato che quella del Timone «è veramente una nazionale degli apologeti, dove ognuno si impegna per portare una parola di chiarezza e di verità in un mondo in cui c'è tanta confusione». E ha aggiunto: «Anch'io mi sento parte di questa avventura e sono orgoglioso per questo. Apprezzo lo stile della rivista, che senza spocchia, senza presunzione, con un linguaggio semplice e diretto, aiuta la gente comune a trovare le ragioni della propria fede». Ha poi concluso:
«Racconterò al Papa di questa bellissima festa, gli dirò che il Timone e i suoi lettori hanno pregato per lui».
Ha poi concluso, riprendendo la riflessione sulla gioia:
«Oggi più che mai abbiamo bisogno di portare il Vangelo attraverso il sorriso. Il sacerdote - mi disse una volta Paolo VI - è uno che porta Cristo con il sorriso, è uno che porta la gioia nel mondo. La gioia è contagiosa e rende interessante l'esperienza cristiana. L'altro ingrediente del cristiano è il coraggio. Bisogna annunciare Cristo senza preoccuparsi, senza avere paura, senza timore. E il Timone lo fa».

In difesa di Padre Pio
Nel pomeriggio, prima della premiazione di monsignor Louis Sako e di Eugenio Corti (l'autore del Cavallo Rosso, festeggiatissimo, ha ricevuto un riconoscimento speciale per la sua opera letteraria e la sua testimonianza), hanno tenuto la scena tre firme illustri del Timone: lo scrittore Rino Cammilleri e i giornalisti Saverio Gaeta, della redazione romana di Famiglia Cristiana, e Andrea Tornielli, vaticanista del quotidiano il Giornale. Tema schiettamente apologetico da loro trattato, rispondendo puntualmente e brillantemente alle doman-I de di Gianpaolo Barra: Padre Pio santo o truffatore?
Cammilleri ha ricordato ai presenti il senso cristiano delle reliquie, valido anche nel caso della controversa r esposizione a San Giovanni Rotondo del corpo ricomposto di Padre Pio, che sta attirando folle di pellegrini da tutto il mondo. In riferimento a certi recenti e discussi studi sulla figura del santo di Pietrelcina, Gaeta ha dimostrato per quale motivo il presunto scoop delle piaghe che sarebbero state create ad arte da Padre Pio è " una bufala, cioè una notizia inventata, mentre Tornielli ha documentato come e perché Padre Gemelli, il fondatore dell'Università Cattolica, prese un abbaglio su Padre Pio quando snobbò i suoi doni soprannaturali.

L'omaggio ad un maestro
Accolto da una autentica ovazione, durata parecchi minuti, lo scrittore Eugenio Corti ha ricevuto dalle mani del direttore Gianpaolo Barra una targa come riconoscimento speciale della sua pluriennale buona battaglia culturale. Lo scrittore ha voluto ricordare nel suo intervento, svolto davanti a oltre settecento partecipanti, i primi incontri con il nostro direttore, che a lui si era rivolto per avere suggerimenti e consigli, quando il nostro mensile era ancora in fase di progettazione. A ruba, nello stand delle Edizioni Ares, il romanzo che ha reso celebre Eugenio Corti tra il popolo cattolico, Il cavallo rosso, e ottima la diffusione degli altri volumi pubblicati dallo scrittore.

Vita e cultura
Hanno attirato interesse e partecipazione tre mostre fotografiche, rispettivamente dedicate alle Foibe «Una terra vittima delle ideologie» (promossa dal professore Giulio Luporini e dai suoi studenti del liceo scientifico milanese Alexis Carrel), al Sessantotto «1968: il mondo nel caos» (organizzata da Alleanza Cattolica di Milano) e al tema del buon governo attraverso i dipinti di Ambrogio Lorenzetti (organizzata da dall'I.Re.F., l'Istituto Regionale di Formazione della Regione Lombardia.). Negli spazi messi a disposizione dalla Cascina La Lodovica, inoltre, erano allestite due mostre intitolate "Documenta Vaticana" e "Per la vita che comincia". Nella prima era possibile visitare copie originali di documenti dell'Archivio Segreto Vaticano e della Biblioteca Apostolica riguardanti il processo a Galileo, la scoperta delle Americhe, i Templari, la fondazione dei Gesuiti, le Crociate. Avvincente il percorso multimediale di conoscenza della vita nascente nella mostra sulla vita che sorge e si sviluppa nel grembo materno.

Un avvenimento di popolo
Sempre ragguardevoli la varietà e la ricchezza di stand presenti alla festa del Timone: oltre a quelli delle Edizioni Art, erano presenti le Edizioni Ares, le Edizioni Fede e Cultura, Studio Domenicano e Mimep-Docete. Poi Russia Cristiana. Alleanza Cattolica, l'associazione Verità e Vita, il mensile Radici Cristiane e il gruppo Lepanto. A tutti va il nostro grazie. Come nelle passate edizioni, non c'è festa senza bambini, e infatti al "Giorno del Timone" non è mancato l'angolo dedicato a loro, promosso e organizzato dal mensile Net Magazine, la bellissima rivista per i più piccini, una costola nata dal corpo del Timone. Una serie di giochi di gruppo, promossi da giovani animatori, hanno rallegrato i numerosi bimbi presenti, portati dalle loro mamme e dai loro papà come esuberante contorno di una festa che continua a suscitare interesse ed emozione. Anche in questa terza edizione il Giorno del Timone, che ha visto la presenza in tutta la giornata di almeno 1.500 persone, si è confermato un evento eccezionale. Il nostro grazie a chi ha partecipato. Ancora una volta, pur nella semplicità e nell'essenzialità dei gesti proposti, si è rivelato un autentico avvenimento di popolo. Che ha assunto la forma della festa cristiana. Dove la gioia spirituale e il piacere intellettuale si uniscono alla concretezza dell'amicizia, del gioco e dell'agape fraterna. Nessuna grancassa, come sempre, ma il semplice passa parola ha fatto sì che i prati, gli stand e l'ampio tendone della Cascina vedessero la presenza e l'inatteso ritorno dell'apologetica sullo scenario della cultura e della vita dell'Italia, Alla prossima!

 

Preghiera per il Papa

O Gesù, Re e Signore della Chiesa: rinnovo alla tua presenza la mia adesione incondizionata al tuo Vicario sulla terra, il Papa. In lui ci hai voluto mostrare il cammino sicuro e certo che dobbiamo seguire in mezzo al disorientamento, all'inquietudine e allo sgomento. Credo fermamente che per mezzo suo Tu ci governi, istruisci e santifichi, e sotto il suo vincastro formiamo la vera Chiesa: una, santa, cattolica ed apostolica.
Concedimi la grazia di amare, di vivere e di diffondere come figlio fedele i suoi insegnamenti. Custodisci la sua vita, illumina la sua intelligenza, fortifica il suo spirito, difendilo dalle calunnie e dalla malvagità. Placa i venti erosivi dell'infedeltà e della disobbedienza, e concedici che, attorno a lui, la tua Chiesa si conservi unita, ferma nel credere e nell'operare, e sia così lo strumento della tua redenzione. Cosi sia.

Tutti gli strumenti di formazione e informazione apologetica Scopri
Prev
  • Il Timone
    • Il mensile dei cattolici italiani
    • Firme prestigiose (Vittorio Messori, Rino Cammilleri, Massimo Introvigne, Costanza Miriano e molti altri)
    • Articoli brevi, semplici, di sostanza
  • Quaderni
    • Per rispondere punto per punto ai luoghi comuni contro il Papa e la Chiesa
    • 64 pagine, a colori, a soli 6 euro
  • juniorT
    JuniorT
    • Il “Timone dei ragazzi”
    • Articoli, notizie, Bibbia e Vangelo a fumetti, vite dei santi illustrate, curiosità, giochi, barzellette e altro ancora...
Next
Iscriviti alla newsletter
Sei un nuovo utente?
Registrati
Cerca