Il Giorno del Timone - 2006

Oreno di Vimercate
Lo straordinario successo del primo “Giorno del Timone”

Sì, è qui la festa

di Vincenzo Sansonetti

Un avvenimento di popolo che ha avuto per protagonisti innanzitutto i nostri lettori. Che ringraziamo.

Il miracolo della festa cristiana. Quella vera, autentica, fatta di gioia spirituale unita alla concretezza dell’amicizia, del gioco, del piacere intellettuale e dell’agape fraterna.
Tutto questo, e molto di più, ha rappresentato il primo meeting della nostra rivista, “Il Giorno del Timone”, che si è tenuto sabato 27 maggio nello splendido scenario della cascina La Lodovica, a Oreno di Vimercate, alle porte di Milano. Nessuna grancassa, niente pubblicità sui giornali e in Tv, ma il semplice passaparola ha fatto sì che i prati, gli stand e l’ampio tendone della Cascina vedessero la presenza, nel corso della giornata, di oltre 1000, forse 1500 persone entusiaste. Un risultato lusinghiero, che documenta positivamente l’affezione dei nostri lettori: partendo dal dato che la tiratura si aggira tra le 15 e le 16 mila copie (ed è incostante crescita) in pratica un lettore su dieci ha partecipato alla festa. Per avere un termine di paragone, è come se a un meeting patrocinato dal Corriere della Sera si presentassero in 70-75 mila! Con la differenza, ovviamente, che Il Timone non ha i mezzi del più diffuso quotidiano italiano.
A rendere la giornata del 27 maggio particolarmente affascinante e ricca di attrattiva non sono state solo letre mostre, la decina di stand, l’angolo per i più piccoli o… la buona cucina, ma anche la presenza dei “Quattro Moschettieri”, cioè di quattro personaggi di assoluto rilievo, tre dei quali preziosi e fedeli collaboratori della rivista, il quarto ospite illustre e gradito. Ci riferiamo a monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, a Massimo Introvigne e Vittorio Messori, che hanno raccontato l’inatteso ritorno dell’apologetica sullo scenario della cultura e della vita dell’Italia, e infine al cardinale Joseph Zen, arcivescovo di Hong Kong: uomo straordinario, dalla fede forte e sicura, che non a caso ha ricevuto il premio Defensor Fidei, assegnato per la prima volta dalla fondazione Fides et Ratio, emanazione dello stesso Timone.

La rivista che mancava.

«Laici e sacerdoti sono andati fino in fondo al loro statuto battesimale e presbiteriale, assumendosi la responsabilità di creare un avvenimento di cultura espressione della fede». Con queste parole, nella sua omelia, monsignor Negri ha descritto il lavoro di chi è impegnato ogni mese nella creazione e nella fattura del Timone, una rivista di cui si avvertiva la necessità e che colma un vuoto. «Questo impegno – ha precisato – è frutto di un impeto di fede che viene recepito con immediatezza e profondità dal popolo cristiano». Una testimonianza tanto più significativa «in un momento di grave difficoltà della Chiesa». Infatti, ha aggiunto il vescovo di San Marino, «chi avrebbe dovuto aiutare il popolo s’è invece preoccupato di dialogare con le ideologie mondane, guardando il cristianesimo alla luce di tali ideologie, anziché le ideologie alla luce del cristianesimo». Negri ha concluso ricordando che «la cultura fa parte della missione, è la frontiera avanzata della missione. La missione afferma la positività della vita contro il nulla in una società dominata dall’individualismo, ovvero dalla ricerca del proprio benessere senza verità e senza responsabilità.
Affermare la centralità di Cristo e la positività della vita è un aiuto non solo per chi vive nella Chiesa, ma per tutti, in modo laico e civile».

Il grande ritorno.

C’era una volta l’apologetica, cioè quel sapere che difende la fede e la verità dell’uomo. Poi è scomparsa tra i flutti, sommersa dall’egemonia di uno strapotere laicista e anticlericale. Ma non è annegata, l’apologetica, anzi si è salvata riemergendo da quelle acque limacciose e riproponendosi al mondo come una confortante chiave di lettura e uno strumento prezioso per capire la realtà. Questo il succo dell’intervento di Massimo Introvigne, studioso eclettico e colto, esperto di religioni, che ha compiuto un breve excursus storico sul “grande ritorno” dell’apologetica, dovuto a tre fattori: il primo, i libri e l’impegno culturale di un coraggioso intellettuale come Vittorio Messori, che da quasi quarant’anni conduce la sua “buona battaglia” e ha ormai una vasta platea di appassionati seguaci; il secondo, le trasmissioni di Radio Maria e la loro capacità di accompagnare la gente a formarsi un giudizio di fede su tutto ciò che accade; infine, appunto, il mensile Il Timone e i suoi Quaderni. Messori, a sua volta, ha ricordato che la sua conversione è legata a una dimensione di ricerca. «All’improvviso la verità cristiana mi è apparsa in tutta la sua evidenza, e la mia vita non ha più potuto essere quella di prima», ha rivelato con commozione. Davanti a quella che ha chiamato «la sua famiglia di lettori», Messori ha rivelato una spaccato della sua vita, delle ragioni che lo hanno portato a diventare il pioniere dell’apologetica del nostro tempo in Italia. Nel corso della giornata, poi, si è intrattenuto a firmare centinaia di copie del suo “Pensare la storia”, uscito in questi giorni in una nuova edizioni per Sugarco.

La fiera delle delizie.

Così potremmo definire la varietà e la ricchezza di stand presenti alla festa del Timone, da quello di Russia Cristiana a quello di Alleanza Cattolica, da quello del portale cattolico Totus Tuus a quello della benemerita associazione Verità e Vita, da quello dell’associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre e quello del mensile Radici Cristiane, e ci scusiamo se non li citiamo tutti. A tutti va il nostro grazie.
Le tre mostre, visitate da molte centinaia di persone, erano dedicate alla Rivoluzione Francese (organizzata dai ragazzi del liceo Alexis Carrel di Milano), ai Miracoli eucaristici e alla tragica realtà dei Laogai, gli sconosciuti e crudeli campi di concentramento e di lavoro forzato della Cina del Terzo millennio, dove languono e muoiono milioni di persone e che l’Occidente, a partire dall’Italia, si rifiuta di vedere. Proprio davanti a questa mostra si è soffermato con più attenzione e sofferta partecipazione il cardinale Joseph Zen, che in una conferenza stampa e in occasione della sua premiazione ha fatto il punto sulla condizione dei cattolici cinesi fedeli a Roma e al Papa, sempre perseguitati per la loro fede. Ma c’è un barlume di speranza, che va alimentato dalle nostre preghiere.
Non c’è festa senza bambini, e infatti al “Giorno del Timone” non è mancato l’angolo dedicato a loro, organizzato dal mensile Net Magazine, la bellissima rivista per i più piccini, che è una costola nata dal corpo del Timone. Un pallone aerostatico su cui salire, una serie di giochi gonfiabili, un seguitissimo spettacolo di un prestigiatore e la possibilità di cavalcare dei pony veri, hanno fatto la felicità dei numerosi bimbi presenti, portati dalle loro mamme e dai loro papà come chiassosa cornice di una festa di popolo come raramente oggi se ne vedono in giro.

Visto il risultato, è proprio il caso di dire: alla prossima!

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