Non di soli ponti vive l'uomo. Polonia, un muro di preghiera che richiama il mondo e l'Italia

«Il muro di preghiera richiama il mondo e l'Italia così» di Benedetta Frigerio, da La Nuova Bussola Quotidiana

 

Se avevano ragione a credere che solo la preghiera di un popolo lo può salvare, più di ogni strategia umana, di ogni apertura dimentica delle proprie identità, più di ogni facile irenismo che cancella le differenze, prima o poi lo vedremo. Perché se la preghiera, per chi come loro crede davvero nelle parole di Gesù, è il più grande atto di realismo e di azione efficace e concreta, presto o tardi, non si potranno non notarne gli effetti. Infatti, dice Gesù nel Vangelo: “Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!”. Figurasi se a chiederglielo è una nazione intera che ha conservato la fede.

Erano infatti un milione e passa i vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli laici polacchi, che sabato 7 ottobre, in occasione della festa della vittoria di Lepanto e del centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima, si sono disposti sui confini del loro Paese pregando per la pace e per la difesa delle radici cristiane dell'Europa, scongiurando la minaccia terroristica e l’islamizzazione. Dopo aver partecipato alla Celebrazione Eucaristica e all'adorazione del Santissimo Sacramento nelle oltre 320 chiese (di 22 diocesi) disposte sul confine, alle ore 14:00 sacerdoti e fedeli si sono riversati negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, sulle montagne, nei boschi, nelle città, sulle rive del mare, nei porti e addirittura sulle navi (in tutto circa 4 mila siti) pregando tutti i misteri del Rosario e coprendo tutti i 3.511 chilometri di confine che separa la Polonia dalla Germania, l’Ucraina, la Bielorussia, la Lituania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e il Mar Baltico.

Pawel Rytel Andrianik, portavoce della Conferenza episcopale polacca, ha dichiarato che si tratta del secondo evento di preghiera più grande d’Europa dopo la Giornata mondiale della gioventù del 2016. E’ così che è stato innalzato un vero e proprio muro di difesa come quello che per mezzo della Madonna fu costruito dalle schiere celesti causando la miracolosa vittoria dei cristiani contro gli invasori islamici a Lepanto che, in netta minoranza, tramite il Rosario avevano chiesto la Sua intercessione. Come a ricordare che quando ogni speranza umana è finita, resta un’arma che i figli delle tenebre (i quali hanno bisogno di numerosi adepti, di forze umane e di bombe e fucili per prevalere) non hanno, la preghiera a Dio Onnipotente.

Non solo la Conferenza episcopale intera ha appoggiato l’evento, ideato dall’associazione Solo Dio Basta certa delle parole della Madonna sulla preghiera e sul fatto che “il Rosario è l’arma più potente contro il male”, ma anche la politica si è schierata con il primo ministro, Beata Szydlo, che ha supportato l’evento anche twittando l’immagine di un rosario con un crocifisso. Al Rosario, poi, hanno partecipato anche altri politici, atleti e personaggi dello spettacolo e della cultura. All’Independent Catholic News (Icn), che ha intervistato alcune persone presenti, è stato detto che “abbiamo pregato per la riconciliazione, la salute e le buone relazioni delle famiglie e per la pace nel cuore umano della Polonia e del mondo”, perché “il cambiamento avviene attraverso il Rosario”.

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Molti avevano attaccato gli organizzatori per aver fatto riferimento alla minaccia dell’ateismo e dell’islamismo, nonostante ciò durante la Messa trasmessa da Radio Maria l’arcivescovo di cracovia, Marek Jedraszewski, ha chiarito lo scopo della supplica affinché “l’Europa rimanga Europa…preghiamo per le altre nazioni europee e per il mondo, affinché si capisca che abbiamo bisogno di ritornare alle radici cristiane della cultura europea se vogliamo che l’Europa rimanga Europa”. Un fedele in preghiera nella città di Gdansk, Krzysztof Januszewski, ha invece risposto alla Associated Press che “in passato eravamo depredati dai sultani, dai turchi e da persone di altre religioni... Oggi l’islam ci sta invadendo e temiamo ancora. Temiamo gli attentati terroristici e le persone che abbandonano la fede”.

L’imponenza della risposta dei fedeli all’evento, sostenuto e sponsorizzato anche dai vescovi, ha colpito tutto il mondo costringendo anche le grandi testate a parlarle, che pur avevano cercato di non dandogli troppo risalto. Così, in vista del centenario della fine delle apparizioni della Madonna a Fatima, il 13 ottobre 2017, l’Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani (Aiasm) ha lanciato un’iniziativa simile (a cui stanno già aderendo in molti) per continuare la supplica in comunione con i fratelli polacchi. Si chiede che venerdì prossimo su tutto il territorio italiano ogni persona che voglia aderire digiuni a pane e acqua per tutto il giorno e alle 17.30 preghi il Rosario o in gruppo o nella propria parrocchia con previa confessione sacramentale (come in Polonia si chiede lo stato di grazia).
“Ma perché - scrive Aiasm - proprio la preghiera e il digiuno?”. Anche qui, si legge in riferimento ad un Messaggio della Vergine a Medjugorje, che “la Madonna ci insegna che il Rosario è la più potente arma contro il male e con il digiuno si possono fermare anche le guerre e gli eventi naturali”. 

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